Porto, territorio, Paese: il mare Adriatico centrale protagonista di sviluppo e innovazione
Pubblicato il 27 marzo 2026 • Notizie
Un sistema portuale dinamico, con una visione orientata al futuro, pronto a cogliere le opportunità di sviluppo dell’economia del mare, inserito in una strategia nazionale della portualità. L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, nell’evento “Porto, territorio, Paese: il mare Adriatico centrale tra traffici, infrastrutture e innovazione”, ha tracciato oggi un resoconto del lavoro compiuto dall’Ente negli ultimi quattro anni sotto la guida del Presidente Vincenzo Garofalo. Un'occasione di confronto e di riflessione sulle opportunità e le sfide che attendono i porti adriatici nell’attuale contesto internazionale, dalla transizione energetica alla digitalizzazione fino alle prospettive aperte dagli investimenti del Pnrr.
Opportunità che possono derivare dall’avere una posizione determinante nel mare Adriatico per intercettare traffici marittimi, grazie al fatto che il porto di Ancona è nodo dei due corridoi europei, lo Scandinavo-Mediterraneo e il Baltico-Adriatico, alle possibilità offerte dallo sviluppo della trasversalità fra la Penisola Balcanica e quella Iberica e dalla recente Zes Unica.
All’iniziativa, che si è svolta nella sede Adsp ad Ancona, hanno partecipato i rappresentanti delle principali istituzioni, Capitaneria di porto, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Marche, Comune di Ancona, Assoporti insieme alle associazioni di riferimento che hanno portato la loro testimonianza in un panel sul sistema portuale italiano e in uno su Zes e filiera logistica.
A tracciare il filo del lavoro di questo periodo, è stato il Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Vincenzo Garofalo, intervistato da Roberta Busatto, Direttrice di Economia del mare, mentre Alessandro Panaro, Capo Servizio Maritime & Energy Srm, ha parlato del posizionamento strategico dell’Adriatico centrale.
Nel 2025, l’Autorità di sistema portuale ha movimentato 11,4 milioni di tonnellate di merci. I passeggeri registrati sono stati 832.790. Compito fondamentale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, è stato sottolineato, l’impegno per l’operatività degli scali con la realizzazione delle infrastrutture necessarie, banchine e piazzali, e il mantenimento dei fondali in linea con gli obiettivi indicati dal Dpss, il Documento di programmazione strategica di sistema, approvato dal Mit nell’aprile 2024.
L’Adsp ha effettuato la programmazione delle infrastrutture per la crescita del sistema portuale e per la ripartenza degli investimenti che ammontano complessivamente a circa 230 milioni. Del totale, 40,5 milioni sono le opere finanziate dal Pnrr del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Opere che sono tutte in fase di completamento, nel rispetto della tempistica del collaudo entro giugno 2026. L’intervento di consolidamento della banchina di Riva del porto di Ortona è addirittura terminato 99 giorni prima del previsto.
L’Adsp ha portato avanti un metodo finalizzato al rafforzamento del sistema portuale e ad una strategia di sviluppo basata sul potenziamento della struttura, grazie all’applicazione della nuova Pianta organica voluta per migliorare l’efficienza dei servizi a disposizione del cluster marittimo. Dal 2022 ad oggi sono stati 18 i nuovi assunti mentre 34 sono state le persone interessate da progressioni interne all’Ente.
L’Autorità di sistema portuale ha inoltre perpetuato un approccio orientato a stimolare la competitività delle imprese accompagnandole sul mercato, con la presenza dell’Ente alle principali fiere internazionali della portualità, della logistica e del crocierismo. Un percorso che ha potuto contare su tre fattori fondamentali di sviluppo: innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Per la digitalizzazione, l’Adsp ha investito circa 3,19 milioni, dedicati al potenziamento delle infrastrutture immateriali dell’Ente, alla catena logistica e alla cybersicurezza. Per la crescita della sostenibilità ambientale, con un investimento di 14,6 milioni del Pnrr, sono in fase di completamento i lavori per l’elettrificazione delle banchine del porto di Ancona, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Ortona e Pescara. L’Adsp ha anche pubblicato un avviso, con agevolazioni per 3,7 milioni, per la selezione di proposte da parte dei concessionari e dei terminalisti che operano nelle aree portuali per l’acquisto di mezzi di servizio alimentati con elettricità o idrogeno o per l’elettrificazione dei mezzi esistenti.
Centrale, poi, è stato il rapporto con le comunità e l’impegno per il miglioramento della relazione porto-città con l’obiettivo di migliorare la fruizione degli spazi portuali e la conoscenza dei compiti e della storia dei porti Adsp grazie alle attività degli Italian port days e di progetti come Adrijoroutes con cui è stata costruita un’unica piattaforma digitale che unisce otto musei virtuali di porti di Italia, fra cui Ancona, e Croazia.
“I porti rappresentano un elemento di crescita per un territorio, in particolare per le aree a prevalenza manifatturiera, in cui contribuiscono allo sviluppo di un’economia – ha detto Vincenzo Garofalo, Presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale -, così come sono essi stessi luoghi di creazione di lavoro per le imprese e di occupazione. Nello scalo di Ancona, ad esempio, ogni giorno entrano circa 7 mila persone per lavorare. Un dato che si traduce in reddito per altrettante famiglie, consumi, servizi e scuole nella città oltre che senso di comunità e di appartenenza ad un sistema produttivo con una storia e con un futuro da protagonista nella regione”.
In questo periodo, ha sottolineato Garofalo, “con l’impegno di tutti noi dell’Autorità di sistema portuale, abbiamo voluto dimostrare all’esterno di essere un Ente con un ruolo affidabile per i nostri interlocutori, per chi investe in ambito marittimo, su una nave o su una concessione, per poter realizzare il proprio obiettivo in tempi certi e il più possibile veloci. Un approccio professionale, caratterizzato sempre dall’ascolto e dal confronto, anche verso chi ha espresso critiche, e ispirato alla collaborazione con le istituzioni di Marche e Abruzzo. Quattro anni di lavoro intenso, con il desiderio e la responsabilità di cercare di contribuire allo sviluppo dell’economia del mare e delle comunità portuali”.