Porto di Ancona: consegna dei lavori per il presidio per i controlli sanitari all’ex Tubimar
Pubblicato il 19 marzo 2026 • Notizie
Inizia nel porto di Ancona l’adeguamento di una porzione dell’ex Tubimar per l’allestimento dei presidi operativi per i controlli sanitari di frontiera sulle merci in importazione nello Stato italiano che transitano nello scalo.
L’area, che includerà il Posto di controllo frontaliero (Pcf), compresi gli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (Uvac) e la sede del medico del porto, era stata interessata dal grave incendio del 16 settembre 2020, accadimento che non aveva permesso di avviare l’intervento di riqualificazione già appaltato.
Una volta concluso lo svolgimento delle indagini giudiziarie sull’incendio e degli accertamenti da parte dei periti, l’Autorità di sistema portuale ha effettuato nel 2024 un primo intervento di messa in sicurezza, per un valore di 308 mila euro, e un secondo intervento di ripristino strutturale, con investimento di 1 milione di euro.
L’Autorità di sistema portuale può adesso procedere all’avvio dei lavori per i quali è stato aggiornato il progetto esecutivo, redatto da Dida Studio srl Ingegneria e Architettura, sulla base delle nuove norme in materia di controlli sanitari di frontiera, con un investimento di 3,39 milioni. Ieri sono stati consegnati i lavori all’appaltatore, l’associazione temporanea di impresa formata dalle aziende marchigiane Elettro Stella srl, capogruppo, e Mannocchi Luigino.
La porzione dell’ex Tubimar destinata al presidio sanitario si trova sul lato sud-ovest del padiglione. La superficie complessiva sarà di 1.600 metri quadrati circa, suddivisa su due piani in cui troveranno spazio le aree dove effettuare i controlli comunitari sulle merci alimentari di origine animale, destinate al consumo umano e non, sulle merci non di origine animale e sui materiali a contatto con gli alimenti oltre alla presenza delle necessarie celle frigorifere, agli uffici e agli spogliatoi di servizio. La durata del contratto di appalto è di 390 giorni dall’avvio dei lavori.
L’esigenza dell’intervento nasce dalle scelte strategiche elaborate dall’Autorità di sistema portuale in sintonia con le direzioni locali del Ministero della Salute (Pif-Uvac Posto ispezione frontaliero-Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari e Usmaf-Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) e l'Agenzia delle Dogane per organizzare, in maniera più efficiente, i controlli sanitari di frontiera sulle merci in importazione.
L’obiettivo dell’intervento è quindi creare una nuova infrastruttura collocata in una posizione adatta all’assetto operativo dello scalo commerciale, sia attuale sia futuro, con le caratteristiche tecniche e le dotazioni più all’avanguardia previste dagli standard europei. Una struttura che, una volta ultimata, sarà fra le più moderne ed efficienti in Adriatico.
La costruzione del nuovo Posto di ispezione frontaliera nel padiglione ex Tubimar si affianca al bando, in corso, per due lotti produttivi da destinare alle lavorazioni della nautica di lusso, per una superficie totale di oltre 30 mila metri quadrati. Un progetto complessivo dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale per la rinascita di un’area vitale per la produttività e l’operatività dello scalo dorico.
“L’avvio dei lavori per l’allestimento dei presidi operativi per i controlli sanitari di frontiera sulle merci in importazione rappresenta un ulteriore passaggio per la creazione di un porto moderno e al servizio delle esigenze del cluster marittimo e delle comunità del mare Adriatico – ha affermato Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale -. Una nuova struttura, portata avanti grazie ad una costante collaborazione istituzionale, strategica nel poter cogliere l’opportunità dei traffici marittimi dei prodotti alimentari e deperibili e che contribuisce al miglioramento complessivo del padiglione ex Tubimar, uno spazio che si sta trasformando in un polo produttivo centrale nelle attività del porto di Ancona”.